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Il mondo 3D

Cusa l’è?

 

Il 3D  o “terza dimensione” per gli amici, sarebbe la rappresentazione di oggetti o ambienti che appaiono come se avessero volume e profondità, grazie all’utilizzo delle tre dimensioni dello spazio: lunghezza, larghezza e profondità.

Ma è lo stesso che vedo al cinema? Non proprio aspetta, ti spieghiamo meglio noi:

Qui non c’è bisogno di occhiali o superpoteri, il 3D non è solo per il cinema. È anche ampiamente utilizzato in settori come il web design, i social media, i videogiochi oppure per l’architettura e l’ingegneria. Immaginate di poter creare modelli virtuali di edifici, cibi o automobili, e poterli esplorare (o mangiare) come se fossero reali comodamente seduti in poltrona. Mica male vero?

Si ok tutto bellissimo ma andiamo a vedere quali sono i vantaggi:

  • Sarà un esperienza coinvolgente:  rende tutto più avvincente e reale (preparati quando un dinosauro sembrerà uscire dallo schermo mentre corre a tutta velocità verso di te)
  • Più realismo e dettaglio: gli oggetti possono avere texture, colori e materiali che li rendono simili a quelli del mondo reale.  A sè?
  • Una comunicazione efficace: Il 3D è un potente strumento di comunicazione. Attraverso le immagini tridimensionali, è possibile trasmettere idee complesse in modo chiaro e immediato.

MA ALLORA, ANCORA NON SEI CONVINTO?

Il mondo del 3D è un luogo in cui la tecnologia si unisce all’immaginazione e alla creatività. È un terreno fertile per le menti avventurose e i sognatori senza limiti.

Chi si occupa della creazione di queste incantevolissime opere digitali?

Non pensate che creare arte in 3D sia solo un gioco da ragazzi. Gli artisti del 3D devono padroneggiare strumenti sofisticati e imparare le tecniche più avanzate. Devono comprendere la luce, la prospettiva, le texture e i dettagli per rendere le loro creazioni realistiche e affascinanti. Ogni dettaglio conta!

E quali sono i passaggi per progettare tutto ciò, ti starai chiedendo? pazienza che adesso ci arriviamo.

Scopriamo le diverse tipologie di software e i passaggi che ci permettono di creare queste meraviglie virtuali:

  • Iniziamo con un bel Software di Modellazione 3D che permette di creare modelli da zero o di modificare quelli esistenti. I più popolari sono Blender, Autodesk Maya e ZBrush.
  • Ok, ora però si devono anche muovere no? qui entrano in campo i Software di Animazione 3D per dare movimento, espressione e azione ai modelli tridimensionali. Tra i software più conosciuti ci sono Autodesk Maya, Cinema 4D e 3ds Max.  Figo vero?
  • Una volta che il modello 3D è stato creato e animato, è necessario renderizzarlo per ottenere un’immagine o un’animazione finale di alta qualità con i Software di Rendering 3D come V-Ray, Arnold e Octane Render.
  • Infine, rullo di tamburi… i Software di Simulazione 3D che consentono di simulare la fisica dei materiali, dei fluidi, delle particelle e altro ancora! in parole semplici hai la possibilità di creare effetti fisici realistici nel mondo virtuale.

Nel corso del 2023, il campo del 3D Design proseguirà la sua crescita dinamica, presentando un’abbondanza di prospettive per le imprese che ambiscono a innalzare il loro livello di innovazione e distinguersi maggiormente dalla concorrenza. Secondo un articolo di ZDNet attraverso delle ricerche di mercato si è potuto osservare un forte desiderio tra gli utenti di avere esperienze 3D più interattive e dinamiche. Infatti l’83% degli utenti afferma come le immagini siano il fattore dominante nella loro scelta per gli acquisti online, inoltre ben il 60% dei clienti manifesta il desiderio di poter vedere il prodotto in 3D, in tal senso sono addirittura propensi a spendere fino al 20% in più per averlo. Il 3D e la realtà aumentata stanno accelerando una forma di shopping digitale e ibrido ancora più coinvolgente.

Dopo tutto questo papiro infinito di cose interessanti, hai capito che per essere al passo con i tempi ti devi affidare a questo mondo? Super easy!

Web design

Cusa l’è?

 

WEB DESIGN: facile, È quella serie di attività che permettono di progettare, curare e sviluppare un sito web. 

Si, ma… chi lo fa?

Qua bisogna fare una distinzione:

  • Chi lavora nel backend, “dietro le quinte”, su server e database, esperto in linguaggi di programmazione, ossia PROGRAMMATORI E SVILUPPATORI 
  • Chi lavora nel frontend, ovvero ciò che appare all’utente finale di un sito, è invece appannaggio esclusivo del WEB  DESIGNER

Chiaro no? I programmatori/sviluppatori si occupano della parte di codice, i designer invece della resa grafica, rendendola fruibile a tutte le esigenze del navigatore. 

 

E qua si apre un mega capitolone: UI e UX.

NO PANIC:

La  UI  (User Interface) è un design che permette di migliorare il modo in cui le persone si muovono e usano il prodotto, in termini di relazione concreta, uso pratico di ciò che è stato creato studiando la miglior soluzione possibile per accorciare tempi, ridurre frizioni, migliorare passaggio da un punto all’altro.

UI designer deve fare attenzione a:

  • tipografia ed interfaccia, affinché dialoghino bene tra loro nel comunicare un messaggio contenutistico al pubblico destinatario.
  • schema di colori, che sia chiaro e guidi l’utente senza confonderlo nella direzione giusta.
  • struttura del sito, immediatamente riconoscibile, in modo che nei pochi secondi che un visitatore dedica al progetto capisca subito cosa deve fare, ovvero dove debba cliccare.

La UX (User eXperience) è quel design che permette agli utenti di interagire con gli elementi digitali attraverso un visual che rispetti le regole dell’usabilità e dell’accessibilità. In poche parole: un sito deve essere codificato in maniere differenti se si vuoi che venga nevigato correttamente da pc e da telefono cellulare.

UX design prende in considerazione:

  • Semplicità ed immediatezza di navigazione, quindi ottimizzare l’usabilità del prodotto.
  • Orientamento dell’utente, evitare che si perda, fornire guide visive per incanalarne l’esperienza.
  • Pilotare il click del visitatore velocemente e senza indugi verso l’obiettivo.

Il 75% delle persone giudica la legittimità di un’azienda in base all’aspetto del suo sito web.

Secondo uno studio dell’università di Stanford, tre quarti delle persone valutano un’azienda in base al design del suo sito web. Ciò ha un impatto sui loro sentimenti e su dove si trovano nel percorso dell’utente.

 

Super, ora passiamo a un altro aspetto fondamentale del Web design, anzi due: SEO e SEM.

Facciamo il punto generale: entrambe le tecniche sono volte all’ottimizzazione dei contenuti on line e nelle ricerche, migliorarne la visibilità, il traffico e le conversioni di un sito web.

La differenza:

 SEO (Search Engine Optimization) effettua questa ottimizzazione attraverso l’utilizzo di keywords, il miglioramento della fruibilità del sito (come l’ottimizzazione dei tempi di caricamento e l’ottimizzazione per i dispositivi mobili), la creazione di link di qualità provenienti da altri siti web e molto altro ancora. 

  •  Obiettivo: migliorare la visibilità, aumentare il traffico organico e generare conversioni o azioni desiderate dagli utenti.

 SEM  (Search Engine Marketing), si concentra sulla promozione di un sito web attraverso pubblicità a pagamento sui motori di ricerca. Si tratta principalmente di creazione e gestione di campagne pubblicitarie su piattaforme come Google Ads.

  • Obiettivo: aumentare la visibilità e il traffico del sito web attraverso annunci a pagamento. 

 

ARGOMENTONE N°3: L’ECOMMERCE 

Ci piace l’ecommerce. 

Allora l’ecommerce è una genialata degli ultimi tempi: è quella sezione di un sito che ti permette di acquistare prodotti o servizi comodamente da casa attraverso un sito inernet. 

A parte che se non ce l’hai parti male. Ma poi tra la pandemia, il caldo, i mille impegni la voglia matta di non andare per negozi in mezzo alla ressa e sorbirsi la fila per entrare, la fila per provare il prodotto, la fila per pagare… Meglio comprare online insomma!

Il web sta cambiando rapidamente, così come i consumatori:

Secondo una ricerca svolta da Ipsos e Google il 50% degli utenti di smartphone preferisce navigare o fare acquisti su un sito mobile piuttosto che eseguire i passaggi aggiuntivi necessari per scaricare un’app.

Tra i millemila vantaggi dell’e-commerce online rientra anche la possibilità di raggiungere clienti in tutto il mondo, superando le limitazioni geografiche di un negozio fisico. Ciò consente di espandere la propria base di clienti e di sfruttare opportunità di mercato al di là dei confini locali.

Capisci bene il vantaggio di averlo per il tuo business?

Il Branding

Cusa l’è?

 

BRANDING: processo strategico di costruzione di un’identità riconoscibile per un’azienda o un prodotto.

 

Obiettivi:

  •  Differenziarsi dai competitors (risponde alla domanda: Chi è questo qui?)
  • Creare engagement nel pubblico: logo accattivante, un bel payoff e sei in pole position!
  • Posizionarsi nel mercato. Regolare. 

La formula: maggiore engagement + maggiori acquisti + maggiore fidelizzazione = Branding super potente.

Quindi… ricapitolando:

  • Brand: insieme di tutte le particolarità che caratterizzano i prodotti         
  • Branding: strumento con cui trasmetterlo al pubblico
  • Il MAIN GOAL è raggiungere un’iconicità tale nella mente delle persone, da rendere il tuo prodotto/servizio la scelta più ovvia per loro. Amazing!

Si ok, ma come si fa?                                                        

Qui entra in campo l’importanza della componente psicologica perchè basta mixare elementi visivi (es. Logo) e elementi non visivi (es. Valori azendali) così da agire all’interno della sfera della consapevolezza del pubblico e offrire la possibilità di conoscere e sperimentare il marchio ancora prima di aver effettuato il primo acquisto.

Te capì? Insomma, il modo in cui ti presenti come brand deve parlare per te ancor prima che il tuo pubblico abbia acquistato i tuoi prodotti/servizi.

Scegliere le attività da realizzare per il branding non è sempre così semplice perché le emozioni e il riconoscimento del brand da parte del pubblico sono di difficile valutazione. 

È quindi importante:

  • La riconoscibilità del brand: in pochi secondi, con uno o più elementi chiave che identificano immediatamente l’azienda, il pubblico deve sapere chi sei. Come? Con una palette colori unica, personalizzata e un logo con payoff accattivante.
  • Comunicare i valori dell’azienda: i potenziali clienti vogliono sapere cosa la rende unica. 
  • Coltivare il rapporto con il pubblico: un’azienda che svolge un continuo lavoro di branding comunica maggiore professionalità e maggiore fiducia. Eh importante!

Gli elementi differenziati che comunicano i tuoi pregi possono essere:

  • Aspetti valoriali e di mission aziendale
  • Particolari processi produttivi dei prodotti
  • Specifiche modalità di spedizione
  • Il packaging

Per iniziare è importante diffondere messaggi autentici e trasparenti (BE REAL) allineandoci le attività concrete dell’azienda (come eventuali meetup o dirette sui social).

Il lavoro si suddivide in tre grandi step:

  • La Brand Strategy, ovvero lo studio preliminare che definisce Buyer personas e target di riferimento, Posizionamento, Unique Selling Proposition, Personalità del brand, Storytelling, e poi? E poi basta.
  • La Brand Identity, ossia la scelta degli elementi visivi che compongono il branding come il naming, il logo, la palette colori, il tema del sito, etc. 
  • La Brand Experience, cioè dell’esperienza che i clienti hanno quando vengono in contatto con il brand nei vari touchpoint.

NEXT STEPS

A questo point si procede con:

  1. La redazione di un piano di marketing, in cui sono segnalati tutti gli obiettivi della strategia, l’analisi della situazione attuale e i KPI con cui valutare l’andamento di ogni singola azione di branding.
  2. il piano di comunicazione, in cui si indicano tutte le attività online e offline che si intendono mettere in pratica per un determinato periodo di tempo.
  3. La definizione della social media strategy, cioè una pianificazione (ancora più dettagliata della precedente) delle pubblicazioni sui social, con i relativi messaggi che si intendono comunicare. Per gestire questa pianificazione si sviluppa il piano editoriale.

Una volta completati tutti questi punti il lavoro di branding è completato, nella teoria.

Nella pratica, il branding non finisce mai.                              

NEVERENDING. ALWAYSBRANDING.

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